Npl: velocizzare o normalizzare?

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In merito al tema dei crediti deteriorati, media ed esponenti di spicco dell’ambiente sembrano essere tutti d’accordo: occorre velocizzare le procedure di recupero. La scorsa settimana al convegno di Monza si è ripetuto nella maggioranza degli interventi, e ad ogni pausa caffé. Tutte le energie degli attori coinvolti vanno in questa direzione: il governo legifera in questo senso, i creditori spinti dalle pressanti richieste comunitarie si preparano a grosse cessioni, i servicer e i legali si adeguano e si strutturano per migliori performance.
È come un fil rouge che accompagna ogni analisi settoriale. Il prezzo dei NPL è troppo alto? Occorre velocizzare le procedure. I privati non vanno alle aste? I Tribunali sono ingolfati? I bilanci delle banche sono pieni di crediti deterioriati? La soluzione è semplice, talmente semplice che tutti andiamo in quella direzione, a testa bassa.
Provocazione: siamo sicuri che sia la strada giusta? Siamo certi davvero che procedure di recupero lampo e vendite massive risolveranno un problema sistemico?
Forse non c’è bisogno di velocità, o meglio non solo. Forse, mai come oggi c’è bisogno di normalità.
Premesso che a nostro avviso le soluzioni vere sono da cercare nell’economia reale, a una migliore analisi appare evidente come la primaria necessità in questo contesto sia normalizzare, prima di velocizzare. Le variabili che incidono di più sono legate all’incertezza rispetto all’applicazione di norme già esistenti, più che alla necessità di introdurne di nuove.
Occorrono tempi certi, prima che veloci. Ipotizziamo che un credito si recuperi in un anno; qui non si tratta di lavorare per cercare di recuperare in 10 mesi, qui si tratta di avere la certezza che non ci saranno intoppi procedurali e che in condizioni normali recupereremo in un anno.
Alcune possibili misure in questa direzione:
– Immobili liberi, e tempi di rilascio certi. Per vendere gli immobili ai prezzi del libero mercato, occorre ricreare nella vendita giudiziaria le condizioni del libero mercato;
– Regole certe per evitare stallo di denaro all’interno delle procedure;
– Introduzione di un meccanismo incentivante (o penalizzante) per gli ausiliari e i curatori/liquidatori collegato alla certezza dei tempi di esecuzione.
Tale approccio di per sé consente di per sé di rendere più appetibile il prodotto e limita il rischio di creare una quantità abnorme di offerta, con conseguente abbattimento dei prezzi. Inutile efficientare il processo per recuperare di più, se poi gioco forza si recupera di meno.

Emanuele Grassi