NPL: buoni propositi

È abbastanza semplice fare una disamina dei problemi; la parte difficile è trovare le soluzioni, e renderle pratiche.

Normalmente nasce un problema quando all’interno della stessa dinamica operano due o più forze contrastanti. Nel caso dei crediti non-performing, si tratta nella maggior parte dei casi della necessità di risultati al passo con il mercato attuale (globale, veloce, in evoluzione continua) in contrasto con le risorse scarse messe a disposizione per il recupero. Un fatto di economia, principalmente.

Trattandosi di istituti di credito e società molto capitalizzate, è facile intuire come queste risorse ci siano e che quindi non vengano impiegate volutamente. In ballo entrano altre questioni come l’impiego delle risorse umane (che tocca a volte anche aspetti sociologici) e l’aspetto strategico; alla fine, si tratta comunque per gli originator di un’attività non-core.

E quindi? Va da sé che quando le risorse scarseggiano, chi vuole eccellere aguzza l’ingegno. Se la recessione economica ci ha insegnato qualcosa, è proprio questo.

Ecco dunque alcune soluzioni d’ingegno applicate alle tematiche recentemente trattate, non tutte farina del nostro sacco:

1) Sostituiamo la funzione “incaglio” (nel vecchio senso della parola) con una funzione ibrida che abbini attività di drive-by attinenti alla qualità del credito come controllo redditi e verifiche anche a campione dei cespiti ipotecati con attività di marketing e cross-selling, facilitate anche dalla migliore conoscenza delle situazioni, come vendita di prodotti assicurativi ed erogazione di nuovo credito a soggetti meritevoli magari anche a scopo di miglioria ed efficientamento per i beni oggetto di garanzia;

2) Promuoviamo una riforma chiara e definitiva del diritto fallimentare, con tempi e costi certi per chi promuove e semplificazione degli approcci stragiudiziali;

3) Normalizziamo le partnership industriali tra soggetti originator e imprenditori interessati a investire nella conversione di immobili/aree di grandi dimensioni e destinate a scopi vetusti e non valorizzabili;

4) Rendiamo la trattazione dei crediti NPL una disciplina a tutti gli effetti, per la quale prevedere un’istruzione specifica e per la quale i soggetti ausiliari saranno sempre soggetti competenti e specializzati, attenti alla tutela del debitore quanto alle peculiarità del creditore;

Mi verrebbe da obiettare se fossi il lettore che è molto più facile a dirsi che a farsi. Trattasi pur sempre di una disamina teorica, sia pure basata su casi pratici e testimonianze dirette. Il nostro auspicio che per primi “seguiremo” è che venga preso come un indirizzo, una spinta a migliorare, un infinito a cui tendere con forza anche senza necessariamente raggiungere.

Emanuele Grassi

GMA si occupa di crediti ipotecari NPL, gestione e valorizzazione degli immobili a garanzia dei crediti e operazioni di cartolarizzazione. Contattaci.